Processione del 3 Maggio 20004

Foto e narrazione - 3°parte - L'"Abbiviriatura"

La processione dopo aver passato i pilastri si dirige verso l'"abbeveraturi". Questo tragitto di strada che non era presente nell'itinerario storico stabilito dal Venero affonda probabilmente la sua origine nell'età borbonica.

Il precedente nome della località era "u chianu du piatusu". Infatti durante il regno dei borboni, essendo la forca una condanna usata con molta facilità, alla periferia di ogni paese si trovava un luogo dove avvenivano le tristi esecuzioni.

Una delle periferie infamate, perchè luogo scelto per tali esecuzioni capitali in Monreale, era precisamente lo spiazzo dove tutt'ora arriva la processione. E la parola "piatusu", che indica pietà, compendia tutto il dramma a cui veniva sottoposto ogni condannato per tale supplizio.

 

 

Per rivendicare la dignità di quest'uomo o dell'uomo, figlio di Dio, anche se peccatore, il popolo ed il Clero hanno sentito il dovere di fare arrivare il Crocifisso e la Processione fino a questo posto.
La fermata al'abbiviriatura dopo la pioggia che è caduta fitta e copiosaMa ritorniamo al 2004, durante il percorso per arrivare all'"abbiviriatura" una fitta pioggia torrenziale si abbatte su Monreale, e sulle migliaia di fedeli che seguono processionalmente il Crocifisso, scatenando un pò di panico sopratutto tra i confrati che si preoccupano dei possibili danni che l'acqua può creare al venerato simulacro. Si decide così con il parroco di non fare la lunga sosta nel luogo e di scendere immediatamente la vara con il Crocifisso verso piazza Spasimo dopo una breve fermata.
In netto anticipo con i normali tempi della processione si ha la commovente discesa di via Garibaldi, intesa comunemente "a scinnuta du Signuri". Il passo dei Fratelli è alquanto lento e cadenzato; dà il senso della maestosità, mentre si ammira la grande folla che attende in piazza Spasimo.
Arrivati in piazza Spasimo il Crocifisso sosta di fronte la statua di Padre Pio, e guarda verso la Conca d'Oro come segno di benedizione per la campagna. La sosta è animata dallo sparo dei fuochi d'artificio, omaggio dei commercianti della zona.
Purtroppo il ritorno della pioggia e del forte vento costringono i fratelli, il parroco Don Mario e le autorità a decidere di riparare la statua del SS. Crocifisso in cattedrale, diventando troppo pericolosa il ritorno della Croce nella Chiesa della Collegiata. Si assiste così ad un emozionante momento, con l'apertura delle imponenti porte del duomo e l'ingresso trionfale del Crocifisso che sembra ricongiungersi al Padre raffigurato nel gigantesco Cristo Pantocreatore.

 

Home