"Per amore della verità non tacerò"
In un articolo pubblicato nel giornalino “Anno 1626” (n. del 2001), a cura del Settore Giovani della Confraternita del SS. Crocifisso di Monreale, intitolato “…Il coraggio di cambiare”, così scrivevo: “Si ha sempre un senso di paura, quando si pensa di cambiare qualcosa. Paura di sbagliare, paura di non essere capiti, paura di soppiantare la tradizione, paura di chi non la pensa come te. Eppure quando si tratta di “cambiare” occorre avere un pizzico di coraggio necessario per fronteggiare la possibile bufera”.
Penso che le considerazioni scritte da Giuseppe Antista nel suo articolo “Organisti ed animazione liturgica a Monreale” e pubblicato nel sito web della parrocchia del SS. Crocifisso colgano in pieno la triste e scottante realtà riguardo alla “lottizzazione” del campo liturgico- musicale a Monreale.
Dalla sua pubblicazione ad oggi tante sono state le polemiche e gli animi scossi che l’articolo ha suscitato. Forse perché finalmente ha scardinato determinate “armonie” in una situazione reale tanto “stonata” e che mai nessuno si è preso la briga di dirigere da bravo “direttore d’orchestra” trattando l’argomento nelle competenti sedi, se non in modo veicolato e opportunista.
Perché tanto nervosismo? Perché tanto accanimento verso un giovane che soltanto ha detto la verità su un argomento molto scottante, importante e fondamentale per la crescita della musica liturgica a Monreale nelle nostre comunità parrocchiali?
Non si può continuare a criticare sempre l’operato dei giovani talenti tacciandoli di incompetenza e di manipolazioni arbitrarie riguardo a certi testi musicali. Perché invece non si ha il coraggio di uscire fuori allo scoperto e ragionare come si fa tra persone mature ed intelligenti desiderose solo di volere costruire insieme finalmente qualcosa di positivo nella nostra cara e bella Monreale? Perché continuare a beccarci per stupidi e puerili risentimenti?
Bisogna avere il coraggio di cambiare e convincersi che nella vita ognuno di noi non è un assoluto ma un umile servitore, specie se si è cresciuti e sviluppato il proprio carisma musicale nella Chiesa e grazie a questa Chiesa di Monreale. Quindi smettiamola con le stupide minacce di basso profilo e tiriamo fuori ciò che di bello e positivo c’è in ciascuno di noi.
Plaudo, pertanto, al coraggioso intervento di Giuseppe Antista che con umiltà ma con tanta determinazione ha voluto fare, nell’interesse di una comunità cristiana monrealese che anela da tanto tempo verso l’unità e la comunione di intenti. Se poi qualcuno in questi giorni si è sentito offeso non penso che in passato sia stato meno ad un articolo scritto per amore di verità o che non abbia mai tramato alle spalle pur di non perdere la sua assolutezza.
“Tutto quello che fate in parole ed opere, tutto si compia nel nome del Signore Gesù, rendendo per mezzo di lui grazie a Dio Padre”. Per essere uniti a Gesù e dichiararsi organisti liturgici convinti occorre un servizio sincero, umile, disponibile nella carità perché la vera dignità consiste nel servizio della comunità, secondo le proprie capacità. E allora verifichiamo la nostra scala di valori, per renderla sempre più aderente ai pensieri di Dio.
Tanto mi urgeva di scrivere spinto dagli infondati attacchi che in questi ultimi giorni sono stati fatti, ripeto, ad un giovane che ha voluto soltanto fare della musica un elemento coagulante in questa nostra Monreale divisa dall’egoismo, dalla superbia e dal protagonismo.
Non dimentichiamo in tutto questo che lo Spirito del Risorto è quel soffio vitale che alimenta e spinge in avanti la Chiesa facendola crescere e maturare anche tra le miserie i travagli dell’uomo moderno. Non si può e non si deve avere paura del cambiamento, assumendolo spesso come alibi, per non perdere il proprio “lotto di terreno” o la propria “fetta di torta”. O nella Chiesa si entra in questo vortice dinamico oppure non si è capito nulla del Vangelo di Cristo portatore di rinnovamento nel pieno rispetto della Tradizione: “Non sono venuto ad abolire la Legge o i Profeti ma per dare compimento”.
Don Mario Campisi