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Calata dei veli

Calata dei veli SS. Crocifisso MonrealeQuesta rito trae origine da una tradizione iniziata nel XVI dall’Arcivescovo Venero, che voleva il simulacro del SS. Crocifisso sempre celato da sei veli di seta recanti alcune raffigurazioni da lui ideate, cioè: l’Orto degli Ulivi, la flagellazione, la coronazione di spine, l’Ecce Homo, Cristo e il Cireneo, e infine un velo nero con la scritta “Expiravit”. Solo nei primi venerdì del mese, il venerdì Santo, ed il 25 aprile, giorno della dedicazione della chiesa cattedrale, il Crocifisso poteva essere “svelato”.
Il rituale della “Calata dei vel
i” era stato minuziosamente fissato dal Venero nel “De modo discooperiendi Sanctum Christum” e nel “De modo cooperiendi Sanctissimum Crucifixum”.: …tutti i 24 custodi staranno prostrati in ginocchio nella cappella del Crocifisso, due cantori intoneranno parole della sacra scrittura appropriate alla scena raffigurata, avvalendo della musica composta dallo spagnolo Sebastiano De Vega, maestro di cappella del Duomo… in una emozionante meditazione audiovisiva che strappava lacrime al popolo che assisteva dietro la balaustra della Cappella. Qui nessuno poteva entrare mentre il Crocifisso era svelato, ma solo due canonici custodi dovevano sostarvi ininterrottamente in preghiera, fino a che il Crocifisso non veniva ricoperto seguendo all’inverso lo stesso rituale.Oggi l’immagine del SS. Crocifisso non viene più coperta dai veli tranne che nel periodo di Quaresima per essere scoperti solo nei venerdì di Quaresima.
IMG_5285Il “De modo discooperiendi Sanctum Christum” e il “De modo cooperiendi Sanctissimum Crucifixum coincidono quasi del tutto con il Cantico della Passione di suor Caterina De Ricci, una mistica domenicana a cui il Cantico fu suggerita dalla Vergine. La Madonna invitò la religiosa a divulgarlo perché a suo Figlio è gradita la meditazione sulla Passione. Non è chiaro come l’opera sia giunta a conoscenza del Venero, forse attraverso il fratello domenicano